Overconfidence bias e sport

1.faticaA chi non è mai successo di partire troppo forte in una gara e trovarsi lungo il percorso senza ‘benzina’? E quel periodo in cui proprio non avevate voglia di allenarvi e vi sentivate sempre affaticati?
Vabbè, capita: siete giunti, col senno di poi, a concludere che in qualcosa avevate esagerato, ma sicuramente poi non vi è più ricapitato.

Come dite? No??? Allora siete nella norma.

Ognuno di noi è soggetto a ciò che in letteratura viene definito Overconfidence Bias. In termini spiccioli è

“la tendenza sistematica a sovrastimare le proprie capacità, le proprie abilità ed i propri giudizi.”

Il fenomeno, per quanto possiamo ritenere di esserne immuni, è piuttosto subdolo e pervasivo. Quando lo presento faccio sempre una prova molto semplice: chiedo a ciascuno dei presenti in platea di stimare le proprie abilità di guida e poi chiedo in successione 1) “chi pensa di appartenere alla fascia 0-25%?”; 2) “chi alla fascia 25-50%”; 3) “chi alla fascia 50-75%”.. Sì insomma avete capito: nei campioni che ho avuto l’occasione di testare, buona parte dei presenti sono AL DI SOPRA DELLA MEDIA. Tutti fenomeni? Tutti in mala fede? Casualità?

In realtà in una ricerca del 1981 (Svenson) emerse chiaramente che il 93% dei guidatori americani si considerava al di sopra della media in termini di abilità di guida.
Molte ricerche seguenti hanno confermato l’Overconfidence Bias in numerosi campi, dall’economia, alla finanza, all’etica, giusto per citarne alcuni; è stato altresì rilevato che nessuno, nemmeno i cosiddetti ‘esperti’, ne è immune.

Ecco un divertente video (in inglese, of course) che spiega abbastanza chiaramente il concetto

Scegliere il giusto ritmo gara, gli obiettivi di allenamento, la tabella di marcia per avvicinarci alle competizioni sono decisioni fondamentali per uno sportivo. Essi hanno importanti risvolti motivazionali (ne parlerò più avanti) e su altri costrutti determinanti per la performance quali, ad esempio, il senso di fiducia in sé, il senso di controllo dell’ambiente, ecc., ecc.

Ecco alcuni consigli su come procedere per evitare il più possibile di incappare in uno dei più radicati meccanismi umani:

  1. Testare le proprie abilità con strumenti il più possibile scientifici (test di soglia, VO2max, …)
  2. Affidarsi a preparatori qualificati, meglio se con qualche corso anche di base in preparazione mentale
  3. Fare riferimento a sé stessi e alle proprie scelte di allenamento e non al compagno d’allenamento da battere a tutti i costi.

Senza dimenticare una cosa: se l’overconfidence bias si è evoluto come meccanismo della specie umana è perché ha un alto valore adattivo (ovverosia ci ha permesso di adattarci all’ambiente e di evolvere). Tale valore è da ricercare nelle scelte ‘coraggiose’ che ha permesso di fare, scelte che ci hanno fatto superare limiti in apparenza insormontabili.

In definitiva la raccomandazione è questa: andateci piano, datevi il tempo di conoscervi, senza smettere nel contempo di ascoltare quella vocina che vi farà osare un po’ di più.

Buone sperimentazioni!!!!!

marco@psicoblog.it

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