Il narcisismo nel mondo dello sport (parte 1)

Sei un narcisista, basta specchiarti!”. “E’ un Narcisista, pensa solo a sè”. Queste e altre affermazioni simili vi suoneranno sicuramente abbastanza comuni.

‘Narcisista’ richiama alla mente una persona innamorata di sé stessa, della propria immagine, di ciò che fa, ma in maniera eccessiva. Questo è spesso legato ad un comportamento di ostentazione di quanto ‘speciale’ il narcisista si senta, finanche a coprirsi di ridicolo o a venire giudicato alquanto immodesto o poco credibile.

Il termine deriva dal mito greco di Narciso, il figlio di un dio e di una ninfa. Narciso era talmente bello che si innamorò della propria immagine riflessa sullo specchio dell’acqua di un lago; per cercare di raggiungerla e baciarla si tuffò, annegando nell’intento.

La psicologia invece, traccia confini molto più netti e più utili alla riflessione della mitologia e del senso comune, fino ad arrivare ad identificare un vero e proprio disturbo di personalità (il Disturbo di Personalità Narcisistica, appunto).

Patologia a parte, quello che qui interessa del narcisista sono le seguenti caratteristiche:

Gordon_GekkoSentirsi speciali, eccezionali, unici. E fin qui, tutto bene. Abbiamo già visto che la tendenza a sovrastimare le proprie abilità (overconfidence bias) è insita nella natura umana. Tuttavia in questo caso il narcisista va oltre: non è ciò che fa in cui è decisamente sopra la media; è lui come persona che è ‘super’.

Mancanza di empatia. Qui invece cominciano i problemi: il narcisista è talmente preso da se stesso che non ci ascolta, non presta attenzione alle nostre esigenze, non comprende le nostre emozioni, i nostri ‘momenti’. Ci fa sentire trasparenti, quanto meno, se non in colpa per non prestargli abbastanza attenzione, rivelando un atteggiamento manipolatorio di cui al punto che segue.

Propensione per la manipolazione: il narcisista DEVE piacere. All’applauso continuo, all’approvazione ad ogni costo, voca tutta la propria esistenza. E per questo molte volte, soprattutto i primi tempi in cui siamo entrati in contatto con lui, risulta estremamente affabile, simpatico, disponibile. Quasi all’eccesso.

Mancanza di rimorso. Purtroppo proprio non ce la fa. Ciò che non lo tocca non lo capisce; la mancanza di empatia gli impedisce di ‘mettersi nei panni degli altri’. La difesa del proprio sé è talmente prioritaria da escludere altri domini.

NARCISISMO ED AUTOSTIMA.

Nel suo libro più recente, lo psicologo Craig Malkin (“Che c’è di male nel sentirsi speciali” – Ed. Feltrinelli, 2016), rivaluta la figura del narcisista. O meglio, rivaluta quella parte di narcisismo ‘sano’ che porta alla formazione del senso di sé. Proprio quel senso di sé che Kohut riteneva il motore dell’agire umano, superando il concetto freudiano di pulsione.

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Pallosa storia della psicologia a parte, credo sia successo di notare a tutti come le persone tendano a difendere il proprio sé: dai permalosi, agli adolescenti (pur con un sé in formazione), a chi sistematicamente tende a non affrontare le cose, tutti sono impegnati ad affermare: ‘io esisto e conto qualcosa’. Ed il fatto di esistere mi permette di ammirare, essere ammirato, provare empatia e compassione per me stesso e gli altri. Di pormi al centro di alcune delle mie riflessioni, e mentre mi interrogo su me stesso, mi interrogo anche sugli altri. Di cui avverto la presenza e la necessità. Sono un individuo psicologicamente equilibrato.

I problemi cominciano per chi si posiziona agli estremi opposti della scala del narcisismo. Nel caso vi sia una carenza di narcisismo siamo di fronte a persone passive che faticano ad accettare di essere al centro dell’attenzione, che non sopportano il proprio compleanno o che qualcuno si occupi di loro, che attraversano la vita in punta dei piedi; nel caso di eccesso di narcisismo, parliamo di persone dotate di tutte le caratteristiche indicate nel paragrafo precedente, con una tendenza spiccata ad essere arroganti ed un bisogno di apparire e di essere ammirati che non passa sicuramente inosservato.

biblioteca_bibliotecario_calendario_sexy_uomo_hot_2012_ginnasticaP.L. Hill e B.W. Roberts, due psicologi dell’Università dell’Illinois hanno trovato, in una ricerca compiuta su oltre 800 soggetti, che la categorie professionale dove il narcisismo è maggiore è quella dei politici. Religiosi e professori sono risultati, invece, più sani; al gradino più basso della scala troviamo… I BIBLIOTECARI.

Nella seconda parte vedremo come il narcisismo si inserisce nel mondo dello sport: atleti, ma soprattutto allenatori e genitori. Nessuno escluso!!

marco@psicoblog.it

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