Correre SMART. Fissare i giusti obiettivi per la corsa.

“Voglio vedere se riesci a convincermi a correre..”. “Avrei bisogno di un po’ più di motivazione, in questo periodo mi sento stanco ma non fisicamente: di testa!”. Queste ed altre sono alcune delle richieste che riceve normalmente chi si occupa di preparazione mentale per la corsa.

motivatore-e1339962019694-1Per buona pace di tutti la motivazione è un costrutto che appartiene a ciascuno di noi e che nasce in noi. Da ciò che ci interessa, da ciò che ci piace, dal nostro vissuto e dalle nostre esperienze, dalla nostra scala dei valori. Ognuno di noi runners ha una propria ragione per correre, una propria motivazione, un perché. Non necessariamente deve essere conosciuto ed elaborato: possiamo correre semplicemente perché ci sentiamo bene, o perché ci aiuta a ‘non pensare’ o perché ci fa sentire a posto ‘con la nostra coscienza’. Questa è la forza della corsa: non servono sovrastrutture mentali o conoscenze dei meccanismi psicologici che stanno alla base di ciò che accade. Basta agire e zac.. Ecco il senso che compare. Qui ed ora.

 

Il Goal Setting: quello che la ricerca ci dice su come fissare gli obiettivi.

Obiettivo_EfficaceLa motivazione, tuttavia, può essere favorita e stimolata. Uno dei primi passi che si compie in tal senso con gli atleti, sia professionisti che amatori, è la corretta definizione degli obiettivi. Tale tecnica, che prende il nome di Goal Setting, è nata in ambito aziendale ed ha un’importante validazione teorica. Nel tempo sono stati prodotti oltre 500 studi scientifici, con 40.000 persone coinvolte in 10 nazioni, il 90% dei quali ha confermato che le persone coinvolte hanno riportato “forti e persistenti modifiche del comportamento” (Gould et al. 2014).

Quali sono le caratteristiche che devono avere gli obiettivi per essere un sostegno efficace alla motivazione e quindi alla produzione di un comportamento finalizzato al loro raggiungimento?

Ecco le regole per dei buoni obiettivi. Dobbiamo fissare obiettivi:

Specifici. Un obiettivo deve essere identificato, specificato. Non generico. Correre in sé e per sé non è un obiettivo. E’ un’azione. Correre bene, o il più a lungo possibile, non sono obiettivi specifici. Un obiettivo è un traguardo da raggiungere.

Misurabili. E’ strettamente legato alla specificità. Deve poter essere misurato con precisione. Correre una mezza maratona in meno di due ore è un obiettivo specifico e misurabile.

Attraenti. C’è poco da fare: ci deve attrarre un pochino quello che facciamo. Sennò il gioco dura poco. Posso forzarmi a correre per far piacere a qualcuno. Per provare. Ma se non mi attrae almeno un po’ devo trovare forti incentivi esterni affinché io possa farlo (es.: minacce fisiche o essere pagato per farlo).

Raggiungibili. Se scelgo un obiettivo troppo facile rispetto alle mie abilità percepite (ergo: a quanto penso di essere bravo), mi annoierò; viceversa, se l’obiettivo è irraggiungibile o troppo difficile sarò quantomeno frustrato nel cercare di raggiungerlo (e nel lungo termine questo stress mi porterà ad abbandonare). L’obiettivo ottimale deve essere raggiungibile. Lì, ad un passo, se metto il giusto impegno.

Tempificati. E’ importante fissare una scadenza. Riprendendo l’esempio di prima: correre una mezza maratona in meno di 2 ore ed in sei mesi a partire da oggi.

Non è quindi importante il valore assoluto dell’obiettivo che si fissa. Ciò che conta è che sia coerente con la persona che lo fissa, con le sue capacità, con i suoi valori ed interessi.

Sembra banale, ma molti esempi di abbandono dello sport a livello giovanile o adulto sono proprio legati ad aspettative troppo elevate (o poco calibrate). Il ruolo del ‘motivatore’ perciò non è quello di guru in grado di rendere l’impossibile possibile, ma quello di accompagnare e sostenere l’atleta nell’esprimere tutto il proprio potenziale, garantendo al contempo benessere ed equilibrio duraturi.

 

L’articolo compare nella guida “Corri, Mangia, Ama” scaricabile gratuitamente QUI.

marco@psicoblog.it

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